mercoledì 31 dicembre 2008

Buon 2009 a tutti!



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domenica 31 agosto 2008

Oggi 31 Agosto è la giornata mondiale dei blog e dei blogger.

Ho colpevolmente scoperto solo due giorni fa che oggi 31 Agosto si celebra il BlogDay 2008 e lo si fa per la quarta volta. Sono state codificate delle regole di comportamento per partecipare all'iniziativa.

Il BlogDay è iniziato con la convinzione che i blogger dovrebbero avere un giorno da dedicare a conoscere altri blogger, di altri paesi o aree di interesse. Quel giorno i blogger li raccomanderanno ai loro visitatori.
Durante il BlogDay ogni blogger posterà una raccomandazione di 5 nuovi blog. Quel giorno tutti i lettori di blog si troveranno a navigare e scoprire nuovi, sconosciuti blog.

Quello che bisogna fare è

  • Trovare 5 nuovi blog che giudichiamo interessanti
  • Informare i 5 blogger che li hai raccomandati in occasione del BlogDay 2008
  • Scrivere una breve descrizione dei blog e inserire il collegamento ai blog raccomandati
  • Il 31 Agosto scrivere il Blog Day Post, aggiungere la tag del Blog Day attraverso questo collegamento http://technorati.com/tag/blogday2008 ed inserire un link al sito del Blog Day 2008  http://www.blogday.org.

Ecco i blog che ho scelto dopo "attenta e scrupolosa riflessione"

Ilarialab.com autrice ILaRi@
Diario digitale e recensioni sui migliori software della rete soprattutto opensource e gratuiti. Particolare attenzione a tutto il mondo del web 2.0 e della grafica. E' esperta di Windows, Mac e Linux. Oltre che bravissima, l'autrice è anche una gran bella ragazza.

Figli del vento autrice Saamaya
"La società perdona spesso il criminale ma non perdona mai il sognatore". Questa massima di O. Wilde è la stella polare del blog. Utopie, passioni, impegno civile, slanci di generosità sono le cose che vi troverete.

Di Tutto Di Più autore Slasch16
Non ha rubato il titolo del blog dalla Rai, è la Rai che lo ha rubato a lui. E' il Marco Travaglio del web sempre informatissimo su tutto. Ha una produzione di articoli impressionante. Confesso di essere un po' invidioso di come riesce a pescare le notizie ovunque.

La verità vi farà liberi autore Amicusplato
"Se dici che la verità non esiste ti sbagli perché ne hai già affermata una". E' il blog della filosofia con particolare riguardo all'etica. L'autore passa da fini speculazioni sulla morale alla ricerca di un archetipo di linguaggio  sulla falsariga dei grandi  maestri rinascimentali.

Così forse parlò Zarathustra autore Alexandro
Il blog non ha ancora una fisionomia ben precisa. Si parla e si discute di tutto un po'. Ma il ragazzo è giovane e sicuramente si farà.




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venerdì 1 agosto 2008

La NASA dichiara di aver "toccato" l'acqua su Marte.

La Nasa ha ufficialmente confermato oggi che c'è acqua su Marte. Le prove dell'esistenza di acqua su Marte sono state fornite dalla sonda Phoenix. "Abbiamo le prove", ha detto il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa.
"In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa è la prima volta che acqua su Marte è stata toccata ed esaminata".
Infatti un campione del suolo marziano è stato prelevato ed esaminato dalla strumentazione della sonda Phoenix Mars Lander, ed è stato riscontrato che effettivamente si tratta di acqua. Tanto che, con il riscaldamento, si legge nel comunicato della Nasa, si è trasformata in vapore.
La Phoenix è dotata di una raffinatissima strumentazione, compreso uno spettrometro di massa, uno strumento capace di trovare tracce infinitesime di materiale organico e di verificare il rapporto tra i diversi isotopi di ossigeno e azoto, il cui valore può essere influenzato dai processi biologici. E' stato attraverso questi strumenti che Phoenix ha 'assaggiato' per la prima volta nella storia della ricerca spaziale l'acqua marziana. I risultati di quel test sono stati inviati a Terra grazie ai satelliti Mars Odissey e Mars Orbiter.
Fonte - Corriere della Sera



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sabato 26 luglio 2008

Nuove tecniche microscopiche messe a punto in Germania.

Gli atomi non sono mai stati così vicini. La microscopia elettronica arriva ad addentrarsi sempre di più nel fitto reticolo delle particelle che compongono i materiali, cogliendo anche i piccoli spostamenti degli atomi. Sono riusciti nell’intento i fisici dell’Istituto di Ricerca sulle Materie Solide di Jülich, in Germania, un centro di eccellenza per questo tipo di studi, mettendo a punto tecniche di microscopia che hanno un’accuratezza mai raggiunta prima.
I progressi nella ricerca, soprattutto in fisica, sono strettamente legati al miglioramento della precisione degli strumenti utilizzati. Grazie alle nuove tecniche ad altissima risoluzione, Knut Urban e collaboratori sono riusciti a misurare le distanze tra gli atomi a livello di picometri, unità di misura pari a un miliardesimo di millimetro, cioè circa un centesimo del diametro delle particelle stesse. “È solo l’inizio di una nuova fisica della materia, che consentirà ai ricercatori di determinare parametri e proprietà delle sostanze a livello di nanostruttura”, ha dichiarato Urban. In questo modo, gli scienziati del centro di ricerca tedesco sono riusciti, per esempio, a misurare il movimento degli atomi all’interno di un superconduttore. È stato così possibile capire come mai le proprietà del materiale si riducano nel tempo, scoprendo che gli atomi pesanti, come quelli di bario, rame e ittrio, si spostano di pochi picometri nel reticolo, seguiti dagli atomi di ossigeno, più leggeri.
Secondo i ricercatori, le possibilità che si aprono con queste tecniche potranno aiutare in futuro a manipolare le sostanze cambiandone le proprietà fisiche sia per migliorarne le prestazioni che per ampliarne gli usi.
Fonte - Galileo



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venerdì 11 luglio 2008

Omaggio a Stephen Hawking, il più grande fisico teorico vivente.

Definire Stephen Hawking vivente è quantomai importante visto che doveva morire 40 anni fa per una terribile malattia. Stephen Haking, figlio di un biologo ricercatore in malattie tropicali, nasce ad Oxford l'8 gennaio del 1942. E' da subito molto interessato alla matematica ma, non potendo frequentare il corso nell'University College dove era iscritto, si iscrive al corso di Fisica. Laureatosi a 21 anni ad Oxford si trasferisce a Cambridge, dove le ricerche di cosmologia si stavano sviluppando con notevole rapidità e lì consegue il dottorato. Hawking prosegue la sua carriera all'Istituto di Astronomia e dopo il 1973 al Dipartimento di Matematica Applicata e Fisica Teorica. Dal 1979 è professore di matematica sulla cattedra Lucasiana, una cattedra già tenuta da Isaac Newton nel 1663 ed istituita da membro del Parlamento britannico Henry Lucas.
Già a tredici anni il giovane Stephen fu colpito da delle febbri ghiandolari che però i medici all'epoca sottovalutarono. Successivamente però, in seguito ad analisi più approfondite gli fu diagnosticata una forma di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia tremenda, che logora le cellule nervose.Nel periodo che va dal 1965 al 1970 elabora teorie che spiegano l'evoluzione dell'universo. Nel 1970 compie studi sui buchi neri che lo porteranno alla stesura del suo "capolavoro" e best seller "Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo", pubblicato nel 1988. A causa di un intervento, persa la voce, il professore è costretto ad utilizzare uno strumento sofisticato che gli permette di parlare, sebbene molto lentamente: non più di quindici parole al minuto.
Uno dei campi di ricerca principali di Hawking è la teoria cosmologica e la gravità dei quanti. Verso la fine degli anni 60, lui ed il suo amico e collega di Cambridge, Roger Penrose, hanno applicato un nuovo modello matematico complesso dedotto dalla teoria generale della relatività di Albert Einstein. Ciò ha condotto, nel 1971, Hawking a dimostrare il primo di molti teoremi che forniscono un insieme di circostanze sufficienti per l'esistenza delle singolarità nello spazio-tempo.
Ho letto, e ci ho dato pure un'esame di Meccanica Superiore, quello che è forse il suo libro di maggior impatto accademico The large scale structure of the space-time che scrisse insieme ad Ellis (astronomo sudafricano). In quel libro che risale al 1974 ha calcolato che i buchi neri dovrebbero generare ed emettere termicamente particelle subatomiche, conosciute come Radiazione di Hawking, fino all'esaurimento della loro energia e alla loro successiva scomparsa. In collaborazione con Jim Hartle, Hawking ha sviluppato un modello in cui l'universo non ha avuto contorno nello spazio-tempo, sostituendo la singolarità iniziale del classico Big Bang con un modello diverso.
Hawking è anche un grande divulgatore: uno dei saggi più interessanti è la Teoria del Tutto.
"Lo sforzo attuale dell’astrofisica è elaborare una teoria unificata che includa la meccanica quantistica, la forza di gravità e le altre relazioni di cui parla la fisica. Se riusciremo a raggiungerla potremo realmente comprendere l’Universo e la posizione che occupiamo in esso".
Sono queste le parole con cui inizia il libro in cui cerca di dare risposta alle domande più radicali non solo della scienza contemporanea ma dell’intera umanità: come ha avuto origine il Cosmo? E qual è il destino che lo attende? Il viaggio in cui ci guida spazia da Aristotele a Copernico, da Newton ad Einstein, per spingersi fino alla frontiere più avanzate della fisica. Ci fa attraversare le diverse interpretazioni del Big Bang e il fenomeno dell’espansione dell’Universo, la nascita delle galassie e la direzione del tempo, la possibile assenza di confini.
Stephen Hawking è quasi totalmente paralizzato (riesce a muovere solo un dito) ma continua nella sua attività di ricerca. Si è sposato ed ha avuto dei figli. Purtroppo ha dovuto subire l'umiliazione di veder pubblicato un libro in cui la ex moglie racconta i particolari intimi su come è riuscita a rimanere incinta. Come molti uomini di grande intelletto Hawking è soggetto però a miserie umane che comunque non ne intaccano il suo valore di scienziato. Lo scorso anno ha partecipato ad un volo a gravità zero con la speranza di poter viaggiare nello spazio l'anno prossimo. Di seguito il video del suo volo a gravità zero e una sintesi di un servizio sui buchi neri e il Creatore apparso su Discovery Channel.



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venerdì 4 luglio 2008

Scoperta la "trottola di Einstein" a 1.800 anni luce da noi.

Scoperta a circa 1.800 anni luce da noi in una pulsar doppia la "trottola di Einstein". Il nome tecnico è 'precessione geodetica', ma potremmo raffigurarcela come un 'moto a trottola relativistico'. Le leggi che la descrivono sono una diretta conseguenza della teoria della relatività generale di Albert Einstein. Recentemente la si era vista in trottole speciali (note come giroscopi), poste in orbita attorno alla Terra. Ora un gruppo internazionale di scienziati, tra i quali i radioastronomi del Gruppo Pulsar dell'Osservatorio di Cagliari dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), l'ha osservata in un oggetto cosmico (J0737-3039 la sua sigla) che si trova a circa 1.800 anni luce da noi, e che e' universalmente conosciuto come 'la pulsar doppia'. In questo sistema, l'effetto e' circa 2800 volte piu' ampio di quello misurato vicino al nostro pianeta. Cio' rappresenta la prima conferma sperimentale che il moto relativistico 'a trottola' si manifesta esattamente al ritmo previsto da Einstein, anche in vicinanza di corpi celesti molto massicci: la pulsar A e la pulsar B della 'pulsar doppia' raggiungono infatti, sommate, una massa pari a circa 900 mila volte la massa della Terra. La straordinaria scoperta, pubblicata sulla rivista Science, ha richiesto quattro anni di osservazioni presso il radiotelescopio di Green Bank (West Virginia, USA), il secondo più grande del mondo dopo quello di Arecibo. "Questo moto - ha spiegato Andrea Possenti, dell'Inaf-Osservatorio di Cagliari, unico italiano fra gli autori dell'articolo - e' una conseguenza del fatto che lo spazio-tempo non e' piatto, bensì viene curvato dalla massa dei corpi celesti. Cosi' l'asse di rotazione della pulsar B, mentre ruota attorno alla sua compagna, la pulsar A, subisce un leggero e ciclico cambio d'inclinazione, con un periodo di circa 70 anni". L'oscillazione 'a trottola' che ne deriva e' simile in apparenza a quella che compie la Terra con la precessione degli equinozi. Ma la causa e' diversa: se per la Terra, cosi' come per una trottola che corra su un tavolo, si può spiegare con la fisica classica di Newton, nel caso della pulsar B, a provocarlo, e' la curvatura dello spazio-tempo. Fin dalla sua scoperta, avvenuta nel 2003 a opera di un gruppo internazionale guidata da Nichi D'Amico con i suoi giovani collaboratori, Marta Burgay e Andrea Possenti dell'Inaf-Osservatorio di Cagliari, la 'pulsar doppia' e' uno degli oggetti celesti più studiati. E' l'unico sistema binario noto composto da due pulsar, stelle di neutroni rotanti che emettono onde radio in stretti fasci conici, come potentissimi radiofari galattici. A ogni rotazione delle due stelle, i radiotelescopi percepiscono un impulso. Ed e' proprio analizzando la scomparsa dell'impulso della pulsar A, eclissata periodicamente dalla magnetosfera della compagna, che gli astrofisici hanno potuto misurare il moto a trottola della pulsar B.
Via - AGI



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mercoledì 2 luglio 2008

In ricordo di Kurt Godel.


Nel 2006 si è celebrato il centesimo anniversario della nascita di Kurt Gödel e, come naturale, in tutto il mondo sono state organizzati eventi in onore di quello che, forse, è il matematico più famoso del Novecento... almeno per chi matematico non è. A dire il vero, la maggior parte dei matematici non lo considera nemmeno un matematico ma un logico, pronunciando la parola con un po' di sdegno. Con due anni di ritardo voglio ricordarlo pure io. C'è da dire che due anni fa non avevo un blog!
Gödel nasce in Moravia da famiglia di lingua tedesca, nella città allora chiamata Brünn, adesso Brno, sotto l'Impero Austro-Ungarico. Nel 1924 si iscrive all'Università di Vienna, prima con l'intenzione di studiare fisica teorica, poi occupandosi di matematica e filosofia. Frequenta il Circolo di Vienna, studia Bertrand Russell, segue una conferenza di David Hilbert sopra le questioni di completezza e consistenza dei sistemi matematici tenuta al congresso internazionale di Bologna nel 1928. Concentra quindi i suoi interessi sulla logica matematica. Gödel pubblicò il suo più famoso risultato nel 1931, all'età di 25 anni, quando lavorava presso l'Università di Vienna. Tale lavoro conteneva i famosi due Teoremi di incompletezza che da lui prendono il nome, secondo i quali: ogni sistema assiomatico consistente in grado di descrivere l'aritmetica dei numeri interi è dotato di proposizioni che non possono essere dimostrate né confutate sulla base degli assiomi di partenza. Detto in maniera semplificata, se un sistema formale S è consistente, allora è possibile costruire una formula F sintatticamente corretta ma indimostrabile in S. Per cui se un sistema formale è logicamente coerente, la sua non contraddittorietà non può essere dimostrata stando all'interno del sistema logico stesso. Il teorema di Gödel nasce in relazione alle ricerche volte a realizzare il programma di Hilbert, che chiedeva di trovare un linguaggio matematico che potesse provare da solo la propria consistenza o coerenza. Gödel invece dimostrò che la coerenza di un sistema è tale proprio perché non può essere dimostrato. I due teoremi, il primo in particolare, furono da Gödel interpretati come una conferma del platonismo, corrente filosofica che affermava l'esistenza di formule vere non dimostrabili, e dunque l'irriducibilità della nozione di verità a quella di dimostrabilità. In accordo con questa filosofia, la sua convinzione era che la verità, essendo qualcosa di oggettivo (cioè di indipendente dalle costruzioni effettuate nelle dimostrazioni dei teoremi), non può essere posta a conclusione di alcuna sequenza dimostrativa, ma solo all'origine. Gödel vedeva nella teoria degli insiemi, e nella matematica in genere, una forma di conoscenza "reale" e non puramente astratta o concettuale, nonostante prescinda dall'esperienza dei sensi e si basi esclusivamente sull’intuizione mentale. Similmente a Parmenide, egli concepiva la logica "formale" come unita indissolubilmente a un contenuto "sostanziale".
Godel è celebre anche per una dimostrazione dell'esistenza di Dio di cui ho parlato in questo blog.Per comprendere la prova ontologica di Dio occorre tener presente come Gödel avesse sempre avvertito l’urgenza di trovare un ordine logico-matematico da porre a fondamento dell'esistenza dell'universo. Un tale ordine gli sembrava fosse garantito solo dalla necessità logica dell’esistenza di Dio, ossia dalla dimostrazione di un Essere che assommi in sé le qualità positive di tutti gli enti reali. Come nel primo teorema di incompletezza, Dio doveva rappresentare quella Verità che non dipende da calcoli umani, ed è perciò assoluta e non relativa. Riemerge qui l’impostazione platonica di Gödel, nonché la sua forte stima per il filosofo tedesco Gottfried Leibniz, di cui riprende la prova ontologica e la definizione di Dio come la somma perfetta di «ogni qualità semplice che sia positiva e assoluta» .
Va inoltre sottolineato che a differenza dell'amico Albert Einstein, che concepiva Dio alla stregua di un’entità impersonale da cogliere con la sola ragione, Gödel era animato anche da sentimenti di venerazione religiosa.
Godel morì a Princeton nel 1978; era arrivato negli USA nel 1940 passando con la transiberiana dalla Germania alla Russia fino al Giappone.
La prova ontologica di Dio non fu mai resa nota dall’autore, probabilmente per timore di essere frainteso; essa rimase sconosciuta fino a quando venne pubblicata postuma negli Stati Uniti, nove anni dopo la sua morte, all’interno di una raccolta contenente altri scritti inediti appartenuti al matematico boemo.



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